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Pubblicato il: 26/07/2016

RINNOVABILI NON FOTOVOLTAICHE, ECCO COME RICHIEDERE GLI INCENTIVI

 

 

Il GSE ha pubblicato le Procedure Applicative che disciplinano le modalità per accedere agli incentivi destinati alla produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dal fotovoltaico, come da DM 23 giugno 2016. Il documento contiene:

  • i regolamenti per l’iscrizione ai Registri, alle Procedure d’Asta e ai Registri per i rifacimenti;
  • le procedure per la richiesta di accesso agli incentivi;
  • le modalità di calcolo e di erogazione degli incentivi, ivi inclusi i criteri di riconoscimento dei premi;
  • i principi dello svolgimento dei controlli e delle verifiche sugli impianti.

Per l’accesso diretto si può presentare richiesta fino al 31 dicembre 2017 o, in ogni caso, entro 30 giorni dalla data dell’eventuale raggiungimento del tetto di 5,8 miliardi di euro annui, attualmente a quota 5,553 miliardi di euro (contatore Gse).

Entro il 20 agosto 2016, come previsto agli articoli 9 e 12 del Decreto, il GSE pubblicherà i Bandi per l’iscrizione ai Registri e per la partecipazione alle Procedure di Asta. 

L’iscrizione ai Registri e la partecipazione alle Procedure d’Asta saranno possibili esclusivamente tramite l’apposito portale informatico FER-E.

Gli incentivi per le rinnovabili non fotovoltaiche

Il decreto per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico metterà a disposizione, a regime,435 milioni di euro all’anno per impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di interventi di potenziamento o di rifacimento ed entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013.

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte: 105 milioni di euro per la valorizzazione energetica di scarti e dei residui dell’agricoltura (biomasse); 98 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie innovative nel solare termodinamico; 85 milioni per l’eolico on-shore e 10 milioni per l’off-shore; 61 milioni di euro per l’idroelettrico e 37 milioni per la geotermia; 29 milioni di euro, invece, saranno messi a disposizione dei “rifacimenti”, ovvero per le bonifiche e le riqualificazioni di vecchie centrali.

 

CONSULTATE QUI SOTTO IL DECRETO E LE LINEE GUIDA

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Pubblicato il: 08/07/2016

SCAMBIO SUL POSTO, ARRIVANO LE NUOVE REGOLE TECNICHE 2016 DEL GSE

 

Scambio sul posto, il GSE ha pubblicato le nuove Regole tecniche per il calcolo del contributo a partire dal 2016. Il GSE ha pubblicato le nuove Regole tecniche al fine di stabilire i criteri per il calcolo del contributo per lo scambio sul posto dell’energia elettrica a partire dall’anno 2016, ai sensi dell’articolo 12 dell’Allegato A alla delibera 570/2012/R/efr e s.m.i.

Scambio sul posto, cos’è

Lo scambio sul posto è il meccanismo attraverso il quale viene valorizzata l’elettricità generata dall’impianto fotovoltaico e immessa nella rete elettrica: consente al produttore di realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l’energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione. Come disciplinato dalla delibera 570/2012/R/efr, il GSE ha il compito di gestire le attività connesse allo scambio sul posto e di erogare il contributo in conto scambio per il produttore che ne ha presentato richiesta. Si tratta del rimborso di una parte degli oneri sostenuti dall’utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete: il contributo è determinato dal GSE tenendo conto delle peculiari caratteristiche dell’impianto e dei profili di consumo (prelievo) teorici e standard attribuiti a ciascun utente dello scambio; è calcolato, inoltre, sulla base delle informazioni che i gestori di rete sono tenuti ad inviare periodicamente al GSE.

Scambio sul posto, le nuove Regole tecniche

Di seguito riportiamo l’elenco degli argomenti trattati nelle nuove Regole tecniche:

  • soggetti ammessi e i requisiti per l’accesso al servizio di scambio sul posto;
  • flussi informativi con i gestori di rete e Terna;
  • struttura dei corrispettivi regolati;
  • definizioni;
  • modelli di determinazione del contributo in conto scambio;
  • tempistiche di pubblicazione sul portale informatico e pagamento del contributo in conto scambio in acconto e a conguaglio e dei corrispettivi amministrativi;
  • gestione delle anomalie e comunicazioni;
  • indicatori relativi al servizio di scambio sul posto.

Le principali novità, come chiarito dal GSE, riguardano:

  • i soggetti ammessi ed i requisiti di accesso;
  • i modelli di determinazione del contributo;
  • le tempistiche di pubblicazione.

 

CONSULTATE QUI SOTTO LE NUOVE NORME TECNICHE

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Pubblicato il: 04/07/2016

 

RINNOVABILI NON FOTOVOLTAICHE, PUBBLICATO IL DECRETO CON I NUOVI INCENTIVI

 

È stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che disciplina gli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

Si tratta del DM 23 giugno 2016 che il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha firmato la scorsa settimana, in occasione della presentazione a Palazzo Chigi del pacchetto #energienove da 9 miliardi di euro in 20 anni per le rinnovabili.

Gli incentivi per le rinnovabili non fotovoltaiche

Il decreto per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico metterà a disposizione, a regime,435 milioni di euro all’anno per impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di interventi di potenziamento o di rifacimento ed entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013.

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte. In particolare, alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è equamente distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale, con forti prospettive di sviluppo e penetrazione sui mercati esteri (come il solare termodinamico), e alle fonti biologiche il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare. 

Complessivamente, il settore con uno stanziamento di incentivi maggiori sarà quello delle biomasse, con 105 milioni di euro per la valorizzazione energetica di scarti e dei residui dell’agricoltura. Il solare termodinamico potrà contare su 98 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie innovative, l’eolico conterà su 85 milioni per l'on-shore e su 10 milioni per l'off-shore. All'idroelettrico andranno 61 milioni di euro, al geotermico 37 milioni.

29 milioni di euro, invece, saranno messi a disposizione dei “rifacimenti”, ovvero saranno utilizzati per incentivare le bonifiche e le riqualificazioni di vecchie centrali con l’obiettivo del mantenimento in efficienza della potenza (eolica e idrica, soprattutto) esistente, a costi contenuti e con un miglioramento dell’efficienza impiantistica, senza nuovi impatti ambientali. Il periodo di incentivazione avrà durata di 20 anni (25 per il solare termodinamico). 

Per richiedere gli incentivi sono previste tre differenti modalità, a seconda della tipologia di fonte e della potenza dell’impianto:
1) accesso diretto;

2) iscrizione al Registro o al Registro per interventi di rifacimento;

3) partecipazione a Procedure d’Asta al ribasso sulla tariffa incentivante.

Già operativa la procedura con accesso diretto

Per l'accesso diretto si può presentare richiesta fino al 31 dicembre 2017 o, in ogni caso, entro 30 giorni dalla data dell’eventuale raggiungimento del tetto di 5,8 miliardi di euro annui, attualmente a quota 5,553 miliardi di euro (contatore Gse).

Le richieste di accesso diretto agli incentivi devono essere presentate in via telematica attraverso  il Portale FER-E, già in uso per le richieste di incentivo ai sensi del DM 6 luglio 2012.

Entro il 20 agosto i bandi del GSE

La procedura mediante aste al ribasso differenziate per tecnologia è prevista per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri. Entro il 20 agosto 2016 il GSE pubblicherà i bandi per l’iscrizione al registro e per le procedure d’asta. Per l’iscrizione al registro si potranno presentare le domande entro fine ottobre 2016; per la partecipazione alle aste al ribasso entro fine novembre 2016.

Le Procedure Applicative del nuovo Decreto saranno pubblicate sul sito del GSE entro il 15 luglio 2016. Tutte le informazioni sul decreto sono disponibili nella nuova sezione web Incentivi DM 23 giugno 2016.
 

SCARICATE QUI SOTTO LA BOZZA DI DECRETO

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Pubblicato il: 28/09/2015

 

RINNOVABILI NON FOTOVOLTAICHE, FIRMATO IL DECRETO DEFINITIVO

 

 

 

Cambiano gli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche. Tutto all’insegna dell’efficienza, ma soprattutto della sostenibilità economica dei bonus, come previsto dalla Strategia energetica nazionale e dalle linee guida in materia di aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente.

Le novità sono contenute nella bozza di decreto messo a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico ed inviato alla Conferenza Unificata per l’acquisizione dei pareri.

Nel decreto resta fermo il tetto di 5,8 miliardi di euro all’anno. Il decreto cesserà di avere effetti trenta giorni dopo il raggiungimento di questa soglia o comunque entro il 31 dicembre 2016.

L’accesso agli incentivi avverrà attraverso le aste e i registri.

Per quanto riguarda le aste, i contingenti di potenza saranno ripartiti in 800 MW per l'eolico onshore, 30 MW per l'eolico offshore, 20 MW per la geotermia, 110 MW per il solare termodinamico. 

Nelle procedure per accedere agli incentivi, saranno escluse le offerte di riduzione inferiori al 2% della base d'asta e quelle superiori al 40%.

Nell’ambito dei registri, i contingenti saranno 60 MW per l'eolico a terra, 80 MW per l'idroelettrico, 30 MW per la geotermia, 90 MW per le biomasse, 6 MW per gli impianti a moto ondoso, 10 MW per il solare termodinamico, 120,5 MW per gli ex zuccherifici. 

 

SCARICATE QUI SOTTO LA BOZZA DI DECRETO E LA BROCHURE DEI SITI DISPONIBILI DALLO STUDIO DISPONE DI AREE IDONEE ALL’ISTALLAZIONE DI IMPIANTI MINI-EOLICI,

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Pubblicato il: 03/06/2015

 

CONTATORE RINNOVABILI ELETTRICHE, INCENTIVI

DI NUOVO IN AUMENTO

 

 

 

Il Gestore dei servizi elettrici (GSE) ha aggiornato sul proprio sito il Contatore oneri, lo strumento operativo che visualizza il “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico. Per la precisione al 31 luglio 2015, il costo indicativo annuo risultava infatti pari a circa 5,736 miliardi di euro. Se si osservano le ultime pubblicazioni del Gestore ci si accorge chiaramente di come il contatore sia tornato a “crescere” dopo alcuni mesi di cifre in calo a causa delle liberazione di fondi dai vecchi sistemi d’incentivazione e dai meccanismi in corso.

Il fenomeno non è così strano come potrebbe sembrare dal momento che la stima del GSE riguarda l’onere annuo potenziale degli incentivi già impegnato anche se non ancora interamente sostenuto.

Dopo il periodo di flessione dunque, il costo degli incentivi riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Ricordiamo che la cifra pubblicata dal Gestore dà conto degli incentivi riconosciuti agli impianti incentivati con il provvedimento CIP 6, con i Certificati Verdi o con le Tariffe Onnicomprensive ai sensi del D.M. 18/12/2008, agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di accesso agli incentivi ai sensi del D.M. 6/7/2012 a seguito di entrata in esercizio ed agli impianti ammessi ai registri in posizione utile o vincitori delle procedure di asta ai sensi del D.M. 6/7/2012. Al calcolo del contatore concorrono tutti gli impianti che, alla data di riferimento del calcolo, risultano ammessi al beneficio degli incentivi, il che significa che di mese in mese, il perimetro degli impianti da considerare potrà ovviamente variare così come potranno evolvere tutte le variabili che concorrono al calcolo, quali, ad esempio, la ripartizione tra impianti “storicizzabili” e “non storicizzabili”.

Degli oltre 5,7 miliardi di euro totali, 3,1 miliardi appartengono ai Certificati Verdi e più di 1,81 miliardi allaTariffa Omnicomprensiva; seguono gli oltre 422,4 milioni di euro di Registri e aste, i 190 milioni del CIP6e i 198,2 milioni relativi agli impianti in esercizio secondo il DM 6/7/2012. Alla data in questione non risultano incentivati Impianti da moto ondoso ma il Conto Energia per il Solare Termodinamico segna invece un costo indicativo annuo di 1,3 milioni di euro, assegnati a 3 impianti per una potenza totale di 776 MW.

 

LO STUDIO DISPONE DI AREE IDONEE ALL’ISTALLAZIONE DI IMPIANTI MINI-EOLICI, SCARICATE LA BROCHURE QUI SOTTO.

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Pubblicato il: 03/06/2015

 

 

TASSA SUI CONDIZIONATORI, LIBRETTO DI IMPIANTO E RAPPORTO DI CONTROLLO. FACCIAMO CHIAREZZA

 

“Tassa sui condizionatori”, facciamo chiarezza su chi deve pagarla, chi deve possedere il libretto di impianto e chi deve effettuare i controlli di efficienza energetica

Ha destato molte preoccupazioni la notizia diffusa dai media nei giorni scorsi, secondo cui il Governo avrebbe introdotto una nuova tassa sui condizionatori.

Prontamente è arrivata la smentita del Ministero dello Sviluppo economico che ha diffuso una nota in cui chiarisce l’esatta portata del nuovo provvedimento.

Si tratta di una novità che è stata introdotta in Italia già nel 2014 in adeguamento alle norme europee sulla tutela dell’ambiente e che comporta l’obbligo, per i possessori di impianti climatizzazione estiva (tra cui i classici condizionatori) con potenza superiore a 12 kW, di sottoporli a controlli periodici.

I proprietari che non si adeguano sono puniti con multe da 500 a 3.000 euro.

Da sottolineare, innanzitutto, che l’obbligo non riguarda tutti i condizionatori: un impianto domestico difficilmente supera i 3 kW.

Di seguito cerchiamo di chiarire la questione che ha generato grande confusione tra libretto di impianto, rapporto di controllo e tassa sui condizionatori.

Tassa condizionatori, libretto di impianto e controlli periodici

Occorre fare alcune precisazioni, visto alcuni fraintendimenti che si stanno generando.

Il libretto d’impianto è obbligatorio per ogni impianto termico.

Pertanto è fondamentale fare riferimento alla definizione di “impianto termico” che nel tempo ha subito vari cambiamenti.

Secondo la versione attualmente in vigore, il D.Lgs. 192/05 (come modificato dalla Legge 90/2013) definisce impianto termico:

impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo.
Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento.
Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW.
Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”

DI conseguenza, stando alla definizione di impianto termico e al DM 10 febbraio 2014, tutti i condizionatori per la climatizzazione estiva devono essere dotati di libretto di impianto.

Discorso diverso è per i controlli periodici di efficienza energetica (D.P.R. 74/2013).

I controlli periodici di efficienza energetica sono controlli che attestano il grado di efficienza degli impianti e sono obbligatori su impianti di climatizzazione invernale di potenza utile nominale uguale o maggiore a 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza utile nominale uguale o maggiore a 12 kW.
I rapporti di controllo devono essere compilati in occasione degli interventi di manutenzione – secondo quanto disposto dalle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione delle macchine – oppure durante interventi di riparazione e manutenzione straordinaria.

Occorre comunque rispettare per gli impianti di climatizzazione estiva la periodicità di trasmissione del rapporto di controllo:

  • ogni 4 anni per impianti di potenza compresa fra 12 kW e 100 kW
  • ogni 2 anni per impianti con potenza superiore a 100 kW

L’operatore tecnico avrà l’obbligo di rilasciare al cliente il cosiddetto rapporto di efficienza energetica e di trasmetterlo al catasto regionale di competenza secondo le scadenze temporali previste dal decreto per tipologia di impianto.

In definitiva, per gli impianti di climatizzazione estiva con potenza inferiore a 12 kW non vanno rilasciati i rapporti di controllo di efficienza energetica, ma il libretto di impianto è comunque necessario.

 

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Pubblicato il: 03/06/2015

 

DECRETI ATTUAZIONE LEGGE 90/2013 E NUOVO APE 2015, PUBBLICATI I DECRETI REQUISITI MINIMI, LINEE GUIDA E RELAZIONE TECNICA

 

 

I 3 decreti interministeriali del 26 giugno 2015, che completano il quadro normativo in materia di efficienza energetica negli edifici, sono:

  • decreto requisiti minimi, applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici
  • linee guida nuovo APE 2015, adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 – linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici
  • decreto relazione tecnica di progetto, schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici

Decreto requisiti minimi

Il decreto requisiti minimi definisce le nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e i nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione.

Decreto linee guida APE 2015

Il decreto linee guida definisce le nuove regole per la redazione dell’APE (attestato di prestazione energetica). Il nuovo modello di APE sarà valido su tutto il territorio nazionale e, insieme ad un nuovo schema di annuncio commerciale e al database nazionale dei certificati energetici (SIAPE), offrirà al cittadino, alle Amministrazioni e agli operatori informazioni semplici e chiare sull’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendone un confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti e orientando il mercato verso edifici con migliore qualità energetica.

Decreto relazione tecnica

Il decreto relazione tecnica definisce gli schemi di relazione tecnica di progetto, adeguandoli al nuovo quadro normativo, in funzione delle diverse tipologie di opere: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, riqualificazioni energetiche.

Con l’emanazione di questi provvedimenti si compie un passo importante verso l’incremento degli edifici ad energia quasi zero.

I provvedimenti entreranno in vigore il 1 ottobre 2015, consentendo così all’Italia di adeguarsi completamente alle direttive europee in materia energetica.

 

In allegato proponiamo il testo completo dei 3 decreti comprensivi di tutti i rispettivi allegati in formato PDF.

 

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Pubblicato il: 04/05/2015

 

IMPRESE SOSTENIBILI DEL SUD: 120 MILIONI PER RIDURRE I CONSUMI

 

Nei giorni scorsi il Ministro delle Sviluppo Economico Federica Guidi ha firmato il decreto che stanzia 120 milioni di euro per la riduzione del fabbisogno di energia primaria delle imprese del meridione. I fondi del documento, che al momento è in corso di registrazione da parte della Corte dei Conti, fanno parte delle risorse del POI (Programma Operativo Interregionale) “Energie rinnovabili ed efficienza energetica” FESR 2007/2013.

Lo scopo del decreto è quello di incoraggiare le aziende del sud italiano a trasformarsi in imprese sostenibili con interventi “finalizzati alla riduzione ed alla razionalizzazione dell’uso dell’energia primaria all’interno di unità produttive esistenti” che prevedano una spesa maggiore di 30.000 €.

L’iter per assicurarsi i finanziamenti segue una procedura valutativa a sportello che dovrà rispettare il Regolamento de-minimis e sarà gestita dalla  Direzione generale per gli incentivi alle imprese (DGIAI) del Ministero.

La somma destinata alle aziende che vorranno procedere all’efficientamento energeticosarà erogata in due modi:

  • contributo in conto impianti per una percentuale nominale massima delle spese ammissibili pari al 50%, per i programmi di importo fino a 400.000,00 euro che si concludano entro il 31 dicembre 2015
  • finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese ammissibili complessive pari al 75 per cento, per i programmi che si concludano entro il 31 dicembre 2016.

Il progetto segue il meccanismo virtuoso innescato col bando efficienza energetica 2013 e il 60% delle risorse sono destinate alle micro, piccole o medie imprese. Di questo 60% il 25%  è a favore delle micro e delle piccole imprese con l’intento di agevolare le realtà emergenti ad intraprendere una strada sostenibile ed efficiente. Gli interventi ammissibili possono prevedere:

 

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scritto da: Geom. SABATINO Filippo

Pubblicato il: 17/04/2015

 

GSE, LE NUOVE REGOLE TECNICHE PER GLI INCENTIVI SUI SISTEMI DI ACCUMULO FOTOVOLTAICO

 

 

Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha pubblicato le nuove Regole tecniche per l’attuazione delle disposizioni relative alla gestione dei sistemi di accumulo, che dovranno essere integrati con gli impianti di produzione di energia elettrica gestiti dallo stesso GSE.

Il documento redatto illustra tutte le regole per l’erogazione degli incentivi ai sistemi di accumulo integrati con gli impianti rinnovabili. I contenuti del documento sono:

  • contesto legislativo di riferimento
  • ambito di applicazione
  • definizioni
  • configurazioni e condizioni per l'installazione dei sistemi di accumulo su impianti gestiti dal GSE
  • modalità di comunicazione al GSE dell’installazione di sistemi di accumulo
  • processo di valutazione
  • contributo a copertura dei costi di istruttoria
  • requisiti per il mantenimento dei benefici riconosciuti agli impianti di produzione
  • quantificazione dell’energia elettrica prodotta ed immessa in rete dagli impianti di produzione
  • modalità di erogazione degli incentivi a seguito dell’installazione del sistema d’accumulo
  • verifiche e controlli

In allegato sono presenti i seguenti modelli per l’invio di comunicazioni al GSE:

  • Allegato 1 – Modello di comunicazione di richiesta di valutazione preventiva del progetto
  • Allegato 2 – Modello di comunicazione di inizio installazione di sistemi di accumulo sull’impianto
  • Allegato 3 – Modello di comunicazione di fine installazione di sistemi di accumulo sull’impianto
  • Allegato 4 – Possibili configurazioni
  • Allegato 5 – Descrizione dei nuovi flussi informativi di acquisizione dei dati di misura

 

QUI SOTTO POTRAI SCARICARE LE REGOLE TECNICHE DEL GSE

 

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Pubblicato il: 24/02/2015

 

UNIONE ENERGETICA EUROPEA: CHE FINE FARANNO LE FONTI RINNOVABILI?

 

Conto alla rovescia per la presentazione dell‘Energy Union, il nuovo indirizzo politico in materia di energia della Commissione Europea. L’esecutivo Juncker adotterà la nuova proposta il prossimo mercoledì 25 febbraio, ma le dichiarazioni e indiscrezioni circolate in questi giorni a proposito della futuraUnione Energetica Europea, non mancano di preoccupare i più attenti. Come rivela il documento trapelato poco prima del giorno della presentazione formale, uno degli strumenti chiave della nuova politica energetica sarà il sostegno ai meccanismi di capacity payment; con questa la formula anglosassone si indica tradizionalmente il contributo assegnato alle centrali tradizionali affinché non vengano chiuse, dal momento che ormai producono meno delle loro effettive potenzialità per via dello sviluppo delle rinnovabili, in modo da ripagarle per il solo fatto di esistere e di essere funzionanti. In altre parole i cittadini europei continueranno a pagare le grandi centrali a combustibili fossili, spesso ormai inutili e disattivate, anche quando sono spente.

 L’apertura di meccanismi di capacità, già una realtà in alcuni Stati membri come l’Italia, agli investimenti provenienti da altri paesi dell’Unione europea, secondo i più critici non farà altro che continuare a sovvenzionare l’energia da fonti fossili. Inoltre la bozza della Commissione, propone di cancellare ogni“sussidio pubblico dannoso”, sottolineando (non a caso) come “il sostegno pubblico ai produttori di elettricità rinnovabile nazionale abbia spesso creato distorsioni di costo”. Una vera e propria inversione di marcia dunque, quella intrapresa dal nuovo esecutivo europeo, palesemente disposto a scartare le ambizioni verdi e sostenibili della passata Commissione. “Purtroppo la proposta della Commissione che sarà adottata il 25 febbraio – la cui bozza finale è stata appena divulgata – si affida ancora alle fonti fossili ed alle rendite di posizione ad esse legate”, dichiara il senatore grillino Gianni Girotto. Nel documento Bruxelles afferma anche di voler eliminare le attuali politiche di tariffazione elettrica regolata a protezione delle fasce più deboli delle popolazioni sostituendole con provvedimenti all’interno delle “politiche sociali”, primi bersagli però degli programmi di austerità imposti dall’Europa stessa. “Un europeo su quattro vive in povertà. Sono oltre 123 milioni di cittadini che – tra l’altro – non hanno accesso a tariffe elettriche eque. Ma la Commissione non offre alcuna alternativa efficace ed immediata al problema del costo sempre più elevato delle bollette elettriche.”

 

“In quest’ottica crediamo che l’Italia debba far sentire la propria voce, spingendo la Commissione verso una politica energetica più ecologica e sostenibile dal punto di vista economico e sociale. Invitiamo pertanto il ministro Federica Guidi – dice l’esponente grillino – a riferire subito in Parlamento sulla posizione italiana. La trasparenza in questa fase è un valore assoluto e non rinunciabile. Il governo coinvolga tutti gli attori economici dei settori dell’energia. E si costruisca insieme a loro una strategia da portare in Europa. L’esecutivo – conclude Girotto – si faccia promotore per il superamento del 27% di energie rinnovabili in accordo con gli obiettivi di protezione del clima al 2030”.

 

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scritto da: Geom. SABATINO Filippo

Pubblicato il: 24/02/2015

 

AMIANTO, RIPARTITI I 135 MLN DEL PIANO NAZIONALE

 

Oltre 130 milioni per liberarci l’amianto. Questa la cifra di stanziata dalla legge di Stabilità per accelerare i tempi del Piano nazionale di bonifica e ora finalmente allocata per i più gravi siti contaminati da asbesto. A darne l’annuncio è stato ieri il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, che in una nota stampa ha presentato il decreto della Direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque ministeriale con cui sono stati individuati gli interventi da finanziare. Il provvedimento permette infatti di distribuire le risorse della ‘manovra’ del governo per gli anni 2015-2017 alle Regioni e al Comune di Napoli. “Queste risorse, 135 milioni per sette dei siti più problematici d’Italia per la contaminazione da amianto – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – sono il segnale della solidarietà concreta a comunità che hanno vissuto e stanno vivendo le conseguenze in un inquinamento grave e pericoloso, e la conferma dell’assunzione di responsabilità dello Stato per le bonifiche. Il lavoro per eliminare tutto il veleno amianto dall’Italia sarà lungo e inevitabilmente minuzioso data la diffusione di questo materiale. Ma abbiamo cominciato e intendiamo andare avanti seriamente”.

La misura arriva dopo oltre 20 anni dalla messa al bando dell’amianto, precisamente con la legge 257 del 1992. Nonostante il tempo intercorso il piano di bonifica è ancora molto indietro rispetto alle aspettative; secondo i dati riportati nel Piano nazionale in Italia sono ancora 33.610 i siti contaminati (quelli che si è riusciti a censire). La maggior concentrazione si trova nelle Marche e nell’Abruzzo (il 50% dei dati totali) e in genere su tutto il versante adriatico, ma la cifra è destinata a crescere perché frutto di una mappatura ancora in corso da parte di Inail, Ministero dell’Ambiente e Regioni. La situazione diviene ancor più preoccupante se si considera che agli attuali ritmi di bonifica – secondo l’Ispra ogni anno vengono smaltite 380mila tonnellate di rifiuti – serviranno ancora 85 anni per completare la dismissione degli oltre 32 milioni di tonnellate di amianto presenti nel nostro territorio.

 I 135 milioni di euro contro l’emergenza amianto saranno così suddivisi: a Casale Monferrato sono destinati 25 milioni nel 2015 e circa 19.750 per i due anni successivi; al sito di Napoli – Bagnoli –circa cinque milioni e 250 mila euro per il 2016 e altrettanti per il 2017; sessanta milioni di euro in tre anni, destinati a interventi di bonifica di particolare urgenza, sono cosi ripartiti:  19,2 milioni alla Lombardia per il Sin di Broni, 14 milioni e 600 mila euro al Piemonte per Balangero , 13 milioni e 600 per Emarese (Val d’Aosta), 12 milioni per il sito di Biancavilla in Sicilia, 568 mila euro al Sin di Bari Fibronit.

 

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